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Per la Giornata della Memoria - 3° parte Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 23 Gennaio 2012 18:39
La nostra vita
Il sole splende come trent'anni fa,
solo che ora lo vedo e lo vivo con umore diverso.
A 6 anni riuscivo a vederlo giocando a pallone,
andando in bici per il paese
o rotolandomi giù per i prati,
ora posso vederlo solo attraverso piccole finestre
ed è l'unica cosa che mi può piacere
dentro queste stanze
che assomigliano a cucce per cani.
Un piccolo pezzo di pane deve bastare
per tutta la giornata
e dopo giorni e giorni di lavoro,
sotto il sole,
non ci aspetta una bella doccia rinfrescante,
ma la fina della nostra vita.
A gruppi veniamo mandati dentro stanze
dove siamo obbligati a spogliarci
e dopo si finisce dentro enormi camere
piene di docce.
Sul pavimento scorre ancora il sangue
dei poveri compagni che ci hanno preceduti
e scorre, scorre, scorre come un fiume in piena...
Iniziano a tremarci le gambe,
ci manca il respiro,
scendono le ultime lacrime sui nostri visi,
ma cresce anche la felicità nei nostri cuori,
perché, dopo tante torture e tanti sacrifici,
riusciremo, finalmente,
a vivere liberi nel vento...

Debora Quaranta

 

 

E' meglio così...

Ci ritroviamo qui, a fissare il cielo
azzurro, forse per l'ultima volta.
I pensieri scorrono veloci nella
mente. Ho paura. C'è silenzio, un
silenzio profondo. Le domande e i dubbi
sono leggibile sui volti di tutti.
Ci si chiede il perchè di tutto questo,
le motivazioni per una così smisurata
crudeltà. Il silenzio è interrotto dal rumore
dei passi sulla neve che si è posata
su ogni cosa. Sono i Tedeschi.
Urlano, urlano parole che non capiamo.
Ci guardiamo a vicenda: abbiamo i
visi scavati, i corpi ossuti e gli occhi spenti.
Oro mi toccano, mi spintonano.
Ecco, ho capito, e di una cosa sono
certa: morirò, ma forse...è meglio così.

Federica Occelli

 

Brillerò...

Colori vivaci qua non c'erano
esistevano solo il rosso e il nero.
Rosso come la morte,
come il sangue sudato,
come il sole gelido che si alzava in un giorno d'inverno.
Nero come la svastica,
come la crudeltà dei nazisti
come il grembiule che dovevamo indossare per differenziarci
Nero come la morte,
morte certa,
morte dolorosa,
morte insignificante.
Non avremmo dovuto essere noi gli animali destinati al macello
bensì loro:i nazisti.
Nazisti che non conoscevano la morte
Nazisti crudeli
Nazisti uguali a noi:
uomini.
Uomini, noi, non lo siamo stati
e ormai non lo saremo più
perché siamo morti.
Morti per la libertà
morti perché obbligati
morti e basta.
È questa la dura realtà
che non dovrà essere mai dimenticata
ma ricordata,
ricordata per sempre.
Il ricordo dovrà viaggiare
di cuore in cuore.
È questo che mi aspetto da voi
voi generazioni future
perché ora il mio ricordo non ci sarà più,
sarà solo più in cielo tra una stella e l'altra
perché è la morte quello che mi spetta.
Ma nel firmamento, almeno, brillerò.

Delfino Gianmaria

 
La nebbia Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 21 Gennaio 2012 13:29
La fortezza della morte era là,
in cima alla collina,
in mezzo alla nebbia.
Quella nebbia
che sembrava isolarla
dal resto del mondo...
Perché nessuno ha visto?
Anzi...
Perché tutti han finto di non vedere?
La fortezza della morte era là,
in cima alla collina,
in mezzo alla nebbia.
Quella nebbia
che sembrava custodire
i lamenti,
le sofferenze,
il dolore,
la memoria...
La fortezza della morte era là,
in cima alla collina,
in mezzo alla nebbia.
Quella nebbia
che offuscava la vista...
e tutti erano uguali,
ogni uomo
ridotto a un numero.
La fortezza della morte era là,
in cima alla collina,
in mezzo alla nebbia.
Quella nebbia
che rendeva ancora più pericolosi
i 186 gradini.
Quella nebbia
che rendeva ancora più lunga
la salita dalla cava al campo.
Quella nebbia
che rendeva ancora più faticoso
trasportare i pesanti macigni,
macigni macchiati di sangue.
La fortezza della morte era là,
in cima alla collina,
in mezzo alla nebbia.
Quella nebbia
che faceva vivere nel timore,
nella paura di morire.
La fortezza della morte era là,
in cima alla collina,
in mezzo alla nebbia.
Quella nebbia
che sembrava cancellare la ragione
e i sentimenti.
Quella nebbia
che portava ad uccidere.
La fortezza della morte era là,
in cima alla collina,
in mezzo alla nebbia.
Quella nebbia
in cui Russi, Italiani, Tedeschi, Polacchi...
hanno eretto monumenti,
per mantenere vivo il ricordo,
per far conoscere la realtà...
...per non dimenticare...

Matteo Bramardi

(Per la giornata della memoria - 2° parte)

 
Per la Giornata della Memoria - 1° parte Stampa E-mail
Scritto da Maria Bramardi   
Giovedì 19 Gennaio 2012 17:52

Pubblichiamo una serie di interventi, poesie, riflessioni, testi..., scritti dai ragazzi di terza dopo il viaggio a Mauthausen. Li pubblichiamo ora perché il 28 gennaio celebriamo, con l'Amministrazione Comunale e quanti vorranno unirsi a noi, la Giornata della Memoria.

 

Solitudine e terrore

Mi sento solo,
qui a Mauthausen.
Mi sento solo,
nelle camere a gas.
Mi sento triste,
da solo e senza qualcuno.
Qui la solitudine
ed il terrore non
mancano. Ho paura!
Qui la solitudine
ed il terrore mi
affllano la testa!
Tutto per colpa sua:
della guerra. I sofferenti:
le donne, gli uomini,
i bambini muoiono.
Immagino questo:
solitudine e terrore.
Ahimè, chi ha voluto la guerra
non ha usato la testa.
Chi voleva uccidere
non ha il cuore...

Emanuele Nardini

 

 

Mauthausen

Le case sono lontane,
la paura è vicina,
mangiare solo pane,
e sentire freddo la mattina.
Gli amici sono lontani
L' odio è ormai vicino
Si è trattati come cani
Non sei un vecchio e non sei più un bambino.
La voglia di scappare,
di correre a gridare,
di aprire gli occhi
e festeggiare un Natale.
Non resta niente della tua vita
Hai solo fame e fai tanta fatica
Ma di quei giorni di gelo e timore
Ci resta un racconto nel profondo del cuore
Di padri, di nonni, di mamme e di bambini
Strappati alla vita dagli assassini.

Alessandro Ambrosin 

 
Attività di gennaio – Importante Stampa E-mail
Scritto da Maria Bramardi   
Mercoledì 18 Gennaio 2012 12:05

Mercoledì 25 gennaio, h 17,30: riunione per i Genitori degli alunni delle future prime della PRIMARIA

Giovedì 26 gennaio, ore 17,30: riunione per i Genitori degli alunni delle future prime della MEDIA

Sabato 28 gennaio, h 10: giornata della Memoria, in Comune. Sono invitati in particolare i Genitori degli alunni di terza media

 
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